Premio internazionale della bontà all’Associazione di Volontariato Catanese “Soccorso e Fratellanza”

Soccorso e Fratellanza

Una medaglia speciale è stata assegnata all’Associazione di volontariato “Soccorso e Fratellanza” di Catania che da sette anni si occupa di assistenza socio-assistenziale, beneficenza, tutela dei diritti civili, protezione civile.

Presente a Lampedusa a ritirare il Premio della Bontà il presidente Gigi Sinito che nei giorni scorsi ha incontrato nella sede di Via Fiorita i volontari e i responsabili dei dipartimenti dell’Associazione per condividere con loro la gioia e l’orgoglio per il prestigioso riconoscimento, frutto di una intensa attività a favore dei più deboli e bisognosi della città, in particolare la promozione di servizi per tutti gli interventi di carattere solidale di cui abbisogni la comunità, come ad esempio nelle situazioni a rischio e in occasione di infortuni o calamità, per alleviare i problemi della sofferenza, della solitudine, dell’emarginazione e del disagio, e tutte quelle forme di aiuto alle famiglie.

Soccorso e Fratellanza

La scelta di tenere la XV edizione a Lampedusa si ricollega alla decisione di assegnare la medaglia d’oro per l’anno 2015 agli abitanti dell’isola per la solidarietà e l’aiuto rivolto agli immigrati che sono giunti e continuano a giungere a Lampedusa.

A ritirare la medaglia d’oro il sindaco di Lampedusa, Giusi Niolini, quale rappresentante dei cittadini dell’isola, primi soccorritori a donare ospitalità a tanti disperati; premiata anche la Fondazione O’Scià voluta da Claudio Baglioni – presente all’evento per ritirare il premio – che da anni, attraverso iniziative musicali ed artistiche, promuove il dialogo interculturale per favorire l’integrazione e costruire un modello di convivenza civile, pacifica e solidale.

articolo del 13/10/2015 su ” LA SICILIA ”

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Premio internazionale della Bontà 2015

Concerto nella chiesa di S. Nicolò

Concerto nella chiesa di S. Nicolò, per far conoscere la bellezza e l’importanza della quarta chiesa più grande d’Italia, forse fin troppo trascurata e misconosciuta ai più, e del pregiatissimo organo appena restaurato che sicuramente tutti ci invidiano per la sua importanza storica e sinfonica.
Del Piano lavorò per dodici anni a questo enorme organo con 2.378 canne in legno e lega di stagno, sei mantici, cinque tastiere e settantadue registri, che poteva riprodurre qualsiasi strumento musicale ed essere suonato in contemporanea da tre organisti. Donato del Piano era veneto ma ha voluto essere sepolto vicino al suo capolavoro. Fu parzialmente distrutto nel 1860, quando i garibaldini accampati nel vicino monastero dei benedettini, presero le canne di legno dell’organo e le bruciarono per riscaldarsi e cucinare. Per molto tempo l’organo rimase senza voce, fino al recente restauro.
Per l’occasione abbiamo scelto volutamente un artista Veneto, l’organista Maestro Mario Scaramucci con esperienza trentennale.

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